La Paella (In medio stat virtus)

Il mio amico Compagno Cachemire fa la paella più buona del mondo.
Ci mette tutto il pomeriggio, usa settantasei padelle diverse e sbuccia il pesce a mano.
Invece poi ci sono quelli che comprano quella schifosa dei quattro salti in padella.

Allora, visto che c’era la ricetta su Sale e Pepe di questo mese, ho pensato di postarne una variante “umana” per chi nella vita deve anche fare dell’altro, ma che non vuole, per questo, fare le cene tristi e precotte.

Gli ingredienti sono: riso che abbia i chicchi che rimangono belli separati, tipo quello per le insalate. Poi fate una capatina dall’uomo che vende i pesci surgelati e fatevi dare una manciata di gamberetti sbucciati, qualche anello di totano, una bella manciata di cozze e un gambero con la testa o due per commensale, che viene più bella. Poi ci vuole qualche pezzetto di petto di pollo, quallche pezzetto di lonza di maiale e un po’ di salsiccia. Di verdura ci vogliono i peperoni, un po’ fagiolini, i pomodori tagliati a cubetti. E poi sale, peperoncino e zafferano. E un po’ di aglio per il soffritto, o cipolla, o cipolline o cipollotti.

Come si fa: Io uso il wok.
Soffriggo l’aglio (o chi ne fa le veci) e i pezzetti di peperone. Quindi metto la carne a rosolarsi bene e, a un certo punto, anche gli anelli di totano, la salsiccia e i fagiolini.
Successivamente aggiungo i gamberi sgusciati e le cozze e, alla fine, il pomodoro.
Con tutti quei pescetti congelati e il pomodoro non dovrebbe esserci bisogno di aggiungere acqua. Ma se vedete che diventa troppo asciutto fatelo.
Quando abbiamo raggiunto un buon grado di cottura, tipo che ci manca solo il quartodora di cottura del riso, aggiungetelo insieme a un mezzo dado, una o due bustine di zafferano e un sospetto di peperoncino.

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